cultura, riflessioni, sociale

Paese che vai…tradizioni che trovi

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Partiamo da una verità nuda e cruda, “noi” occidentali, menti eccelse, paesi dove la libertà e l’uguaglianza sono i mantra fondamentali per il quieto vivere, dove la democrazia regna sovrana e tutti siamo felici e contenti, “noi” occidentali non sappiamo una beata minchia in realtà. Scusate il linguaggio colorito, ma l’articolo di Repubblica sulla legge “anti-velo”, mi ha disgustata profondamente, a conferma di questo il giornalista o la giornalista che lo ha scritto, parla di burqa e allega la foto di un niqab, son due cose totalmente diverse, ergo, visto che siamo civili e cultori del tutto, corregga. Partiamo dalle basi, esistono diversi tipi di velo  abbiamo infatti:

-il burqa tipico dell’ Afghanistan;

-il niqab tipico dell’Arabia Saudita e dello Yemen;

-il chador tipico dell’Iran;

-l’abaya tipico del Golfo Persico;

-l’ al-amira tipico della Tunisia;

-il dupatta tipico dell’India e del Pakistan

*(in quasi tutto il Medio Oriente viene usato l’hijab, un foulard che assolve la funzione di velo, avvolgendo sia il capo che parte del corpo).

Sarebbe necessario partire da un presupposto importante, imporre di indossare o di non indossare il velo, è una limitazione della libertà personale, ergo, Oriente e Occidente, per quanto mi riguarda sono alla pari in questo. Il governo francese avrebbe dovuto garantire la tutela della libertà di scelta, perchè dico questo, perchè se è vero che ci sono donne libere di non indossarlo in quanto figlie di famiglie culturalmente aperte a questa possibilità, è vero anche che ne esistono altre piuttosto conservatrici, che potrebbero diseredare le donne che decidano di non indossarlo.( a tal proposito vi consiglierei di leggere questo articolo della 27esima ora http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-liberta-di-indossare-il-velo-integrale/). Inoltre c’è da aggiungere che la legge in questione non è una legge che tutela la donna in quanto tale, ma l’ordine pubblico, che è cosa ben diversa, ma che bene si integra con il pensiero tipicamente allarmista e occidentale del “siamo in mano ai terroristi”. Il velo non è solo simbolo religioso ma è radicato nella cultura di quei paesi, ed è quella cultura che poi si fonde con l’etica, una cultura eticamente scorretta quella fondamentalista, in cui le donne non possono sposare chi amano o convertirsi ad una religione diversa dall’Islam o in cui vengono pubblicamente uccise se adultere. Paese che vai, stronzi che trovi. Ecco perchè rimprovero la Francia per non aver garantito a queste donne la libertà di scelta, aiutandole in casi di ripercussioni gravi alla loro persona, questo sarebbe stato da Paese civile e avanguardista.

 

 

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