riflessioni

La solitudine dei nei

Davide Franceschini

Davide Franceschini

“Assistiamo passivi a un’involuzione nella scelta di un partner, concentrati su caratteristiche prevalentamente animalesche, primordiali, su una funzione prettamente sessuale. Io in un uomo guardo le mani”
“Non ti crede nessuno, intavoli discorsi filosofici e poco pratici, il sesso non è un’iperbole, è pragmatismo.”
“Io sono serissima, guarda la mia mano, ha una lunga storia. Mangiavo le unghie, ero una nevrotica, non che ora sia cambiato molto, ma tu questo non lo sai, tu le mie mani le vedi ora. Poi ho un neo, un neo piccolo sul palmo della mano destra, tra indice e medio, uno solo. Se ne sta lì e aspetta.”
“Cosa aspetta?”
“Aspetta che ne spunti un altro. Magari non sulla mia mano, magari aspetta solo di trovare un’altra mano con un neo, da afferrare. La solitudine è una brutta cosa, anche per i nei”
“E le mie mani? Come sono le mie mani?”
“Non te lo dico, lo capirai da solo”
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