amore, riflessioni

Serendipità ovvero “La sodomia delle coincidenze”

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Mi è stato espressamente richiesto un articolo sulle coincidenze, quelle cose tipo, trovarsi nello stesso posto contemporaneamente, scegliere gli stessi gusti del gelato, insomma, quella caterva di stronzate lì. Mi scuso sempre per l’abuso di parolacce, il turpiloquio per me è un atto liberatorio, salva terzi da potenziali perdite di arti, così loro continuano a respirare e io evito di passare qualche anno o mese in galera. Le coincidenze, bene. Tutte le donne indistintamente hanno nei loro geni questa tendenza a costruire castelli, c’è chi ha una “laurea in architettura di sogni vani”, ma c’è anche chi affronta queste fatalità alla Serendipity in modo più sobrio. Ovviamente soffriranno entrambe, alcune con un certo rigore, altre invece ricorderanno molto Didone, che per me incarna l’idea per eccellenza di donna abbandonata e sfanculata dopo una serie di promesse, naturalmente rimaste irrealizzate. Vedete mie povere anime fragili, dolcissimi cuori ribelli, il sincronismo karmico è qualcosa di meraviglioso, è vero, vi/ci illude di aver trovato la vostra/nostra persona(perchè comunque quasi tutte siamo alla ricerca di una Mario Cavaradossi che ci ami, anche se sta per morire, che ci dedichi le canzoni o che ci prometta amore eterno), ma spesso viene “letto”, solo da una parte, quella composta da progesterone e estrogeni e maggiormente incline agli sbalzi ormonali. Il testosterone non sembra neanche lontanamente corruttibile da questa tendenza al suicidio emozionale, non è un commerciante a cui puoi chiedere il pizzo sui sentimenti. Le donne, alcune di loro, hanno voglia di innamorarsi, non di una persona qualsiasi ma di quello stronzo con il quale hanno vissuto quei momenti da film, intensi quanto una seduta sul gabinetto dopo una settimana di stitichezza, quelle donne intrepide hanno scelto con cognizione di causa di inseguire un amore impossibile. Ora devo chiederlo: ne vale realmente la pena? Non sarebbe meglio alleggerire il peso che abbiamo deciso di dare a quel Jonathan Trager de noiartri, o cercare di valutarlo in maniera oggettiva? Vale così poco il nostro amore? Vale la pena svenderlo per qualcuno che non ha letto la poesia tra le righe del “abbiamo pensato e detto la stessa cosa, nello stesso momento, con la stessa espressione in viso”?

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