storie

Nutrimi

©Vito Frangione-Una Caro*

Resto seduto su questa sedia, con gli occhi ancorati come i miei piedi al pavimento, come le mie mani strette sulle gambe. Una coercizione inane la mia, ma tu sei lì, a meno di un metro da me e so che i tuoi occhi sono solo per me, che nonostante il tuo piacere, non riusciresti a staccarli dai miei. Quale droga potrebbe mai darmi il piacere crudele, pari a quello che mi stanno offrendo le tue mani, piene di te. E ci ho pensato a strisciare su questo maledetto pavimento, a raggiungerti e a smorzare i tuoi lamenti di godimento, quello puro, puro come te, che mai sei stata così vera come ora e te lo direi, ma la bocca è serrata e aspetta solo che la tua mi dica di nutrirti. Dio perdonami, ma quale peccato originale sarà mai questo, mi sento appagato, come dovrebbe sentirsi un fedele, perchè la religione è l’oppio dei popoli e io ho scelto lei, come mia religione, come droga, come popolo. Ed eccola che sboccia, come fosse un fiore, il fiore più bello che abbia mai colto. Mi ritrovo ancora su questa sedia e ti vedo gattonare verso di me, vestita con un paio di calzettoni, vestita con i tuoi sorrisi migliori. Ed ora sei a un soffio dalle mie labbra frementi e mi bisbigli amabilmente:

“Ti prego dimmi, che sapore ho?”

 

*Tre coppie, tre diversi orientamenti sessuali, tre giorni, un solo letto: il risultato è Una Caro, una serie di 20 fotografie analogiche B/N stampate ai sali d’argento presso il Laboratorio Fotografico Corsetti.
Una Caro vuole indagare la condizione umana nella sua dimensione più atemporale e sacra, quella del rapporto sessuale. Il titolo allude provocatoriamente al Codice di Diritto Canonico che, nel canone 1061, riprendendo il Vangelo secondo Matteo, spiega in latino come i coniugi siano destinati a divenire “una caro” cioè “una carne sola”. L’espressione intima dell’eros nella coppia è da sempre una liberazione dai limiti che segnano la condizione di solitudine di ogni individuo.
In un periodo in cui, particolarmente in Italia, diventa urgente il problema del pari riconoscimento per le unioni di fatto e il matrimonio omosessuale, le immagini di Una Caro vogliono spingere gli spettatori, tramite la trasgressione voyeuristica dello sguardo fotografico, a riflettere sull’indefinitezza e sull’inafferrabilità del desiderio, espresso puramente tramite l’unione dei corpi. Il sesso è uguale per tutti, non per le modalità, ma per l’essenza. Non ci sono regole. È il momento in cui il giudizio si annienta, e l’uomo torna alla sua condizione naturale. Il genere, il colore, rimangono fuori, nella ragione del mondo esterno.
Una Caro, partendo da queste considerazioni, investiga l’atto sessuale mediante il dettaglio che diventa il mezzo perfetto per descrivere in modo immersivo e al tempo stesso distaccato la purezza espressiva del desiderio. Non importa se lo sguardo della camera inquadri corpi maschili o femminili, ciò che unisce queste carni, coinvolgendo lo sguardo dello spettatore, è la sacralità del desiderio e la sua necessità di esprimersi nella maniera più piena, al di là delle costrizioni sociali.

http://vitofrangione.tumblr.com/

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