riflessioni, storie

La bautta

Birgit-Jürgenssen

Birgit Jürgenssen

Indossi ancora la tua bautta,

impudente meretrice,

angelo ammaliatore.

Vorrei strapparla dal tuo volto,

vorrei udire la tua voce,

assaggiare i tuoi baci,

invece posso solo lacerarti le vesti,

stracciarti la pelle.

A cavalcioni sulla mia faccia osservo la tua figura controncersi,

immacolata come corteccia di eucalipto,

braccia dispiegate come ali

e mani aggrappate saldamente come giovani arbusti alle mie gambe.

Dolce ecumene bagnata dalle acque della mia bocca,

chissà se hai le foreste nelle iridi.

 In questa crapula,

dissetato e saziato oltremisura dal tuo corpo imbandito,

bramo solo di smarrirmi nei tuoi occhi,

di lambire le tue labbra

e di ascoltare i tuoi gemiti nell’incavo tra capo e collo,

quella cavità creata per accogliere i tuoi baci.

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