interviste, riflessioni, sessualità, sociale

Cogli la rosa(Intervista ad Anna Volpi)

“ una signorina”,
come se prima non lo fossi,
come se prima non avessi una vagina fra queste cosce sode

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Di mestruazioni non se ne parla abbastanza o meglio, se ne parla con leggerezza: sgambettiamo con un tacco dodici o temiamo che qualcuno in un ascensore possa avvertire odori “sgradevoli”, non c’è una via di mezzo, uno sguardo sincero. Tutto questo mi fa sorridere e anni pubblicai proprio un post proprio su come le pubblicità trattassero il tema, cercando maldestramente di distruggere il clichè di una donna sofferente per i crampi e incappando nell’errore più grande, renderci “inumane”. Nell’arte la questione è diversa, lo dimostra il progetto della fotografa Anna Volpi:

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1) Come è nato Flower?

-Un giorno mi fermai a guardare il sangue che avevo appena svuotato dalla mia coppa mestruale nel water. Il sangue era rosso vivo, cadeva lentamente nell’acqua, formava curve, bolle in superficie, forme astratte. Pensai che sembrava un dipinto. Presi la mia macchina fotografica e cominciai a scattare qualche foto con l’obiettivo macro. Poi ogni volta che svuotavo la coppa facevo qualche foto. La svuotavo nel bidet, nella doccia. Non vedevo l’ora che arrivasse il ciclo successivo, per sperimentare di nuovo. Quando ho capito che c’era un mondo d’arte, prodotto ogni mese, cominciai a tenere il sangue in un barattolo che mettevo in freezer, per poter creare anche quando non avevo le mestruazioni. Dagli astratti poi mi sono allargata. Ho scattato foto dopo rapporti sessuali durante le mestruazioni, macchie sulle mutande, le mie dita dopo la masturbazione. Sono sicura che non sono l’unica a fare l’amore o masturbarsi durante le mestruazioni, e sono sicura che non sono l’unica a rimanere con un pò di sangue sulla pelle. Io ho trovato questi particolari bellissimi, perche’ il mio corpo non mi fa schifo, e non fa schifo neanche al mio compagno, neanche durante le mestruazioni. Poi ho pensato, disegnato e progettato una foto, lo scatto nella vasca. Ho scattato tantissime foto durante il corso di diversi mesi, ma alla fine ho scelto queste nove perchè rappresentano un percorso. C’è lo scatto nudo e crudo del sangue sull’interno coscia, c’è il contatto con me stessa e con il mio compagno, c’è lo “scatto d’arte” e ci sono gli astratti.

2) Chiacchierando, mi hai detto che la stampa straniera ha dedicato uno spazio al progetto, ma che in Italia non ha ancora trovato riscontro, secondo te, perchè?

-Nel frattempo e’ stato pubblicato su organiconcrete.com, con un bel testo anche, ma le altre sei testate a cui ho scritto, non mi hanno risposto. E’ stato pubblicato in molti paesi in Europa, Sud America, Stati Uniti, Russia, ma anche Georgia, Cambogia e Indonesia. Questi ultimi paesi mi hanno sorpreso. Perchè in Italia non sia stato pubblicato come in altri Paesi? Beh, forse le persone giuste non l’hanno visto? O forse perche’ nessuno osa pubblicare immagini cosi forti? L’Italia e’ un paese che si lamenta tanto e non osa. Certo, è una generalizzazione, ma l’italiano medio ha molta paura di quello che pensa l’altro. Non commenta, non indaga perchè teme il giudizio altrui. Dovrebbe essere responsabilita’ dei media, ma anche di ogni persona,  porsi domande e porle ad altri, senza biasimo. Bisogna portare alla luce una questione, poi sta ad ogni individuo formare le proprie opinioni (si spera dopo un’attenta indagine). Spesso le testate, le persone, non pubblicano qualcosa, non perche’ non la ritengano importante, piuttosto perchè vogliono stare entro i limiti accettati e sicuri dell’opinione pubblica. Io non mi sono fatta domande. Ho creato un lavoro, l’ho pubblicato. Certo sapevo che a molti non sarebbe piaciuto e avrebbero cominciato un dibattito, questo e’ un loro diritto.

3) Ha fatto scalpore la storia della poetessa Rupi Kaur, segnalata su Instagram per uno scatto, in cui, vestita, mostrava una macchia rossa sulla gonna. Come sono state accolte le tue foto dal popolo social?

-Oh mamma mia! Ci sono più che altro due schieramenti: o lo si ama o lo si odia. Quelli che lo amano, lo fanno per tutte le ragioni che mi stanno a cuore: la bellezza estetica, il riconoscimento dell’importanza di questo argomento, specialmenten perchè trattato ancora come tabu’, la liberta’ degli scatti. Quelli che lo odiano usano frasi noiose e becere come “questa non e’ arte”, “che schifezza”, “non e’ igienico”, “perche’ far vedere questa cosa?”, e un sacco di persone paragonano le mestruazioni alle feci (“allora mi spalmo in faccia della merda e la chiamo arte” hanno commentato molti). Non ho risposto alla sfilza di commenti, ma rispondo qui: si diceva ‘questa non e’ arte’ anche dei lavori di Pollak, Picasso, Duchamp, gli espressionisti, persino Leonardo Da Vinci ricevette critiche simili. Non mi sto paragaonando a loro, penso però che la frase “questa non è arte”, non debba neanche esistere. “Che schifezza” mostra uno dei punti che voglio combattere ovvero che la bellezza si possa trovare ovunque, non bisogna fermarsi al preconcetto. “Non e’ igienico”, certo, il sangue di uno sconosciuto puo’ contenere qualsiasi malattia, ma la persona nelle foto sono io, e’ il mio sangue, e l’uomo e’ il mio fidanzato. Ho un rapporto monogamo con lui, il sangue e fluidi corporei ce li siamo gia’ scambiati da tempo. “Perche’ far vedere questa cosa?”, perche’ per superare la barriera di tabu’ a volte è necessario scavalcarla con passi da gigante. E per quanto riguarda il paragone con la merda, beh, sono sorpresa. Tanti lo hanno scritto. A parte che sono gia’ state create opere d’arte con la merda, ma il punto e’ che bisogna guardare una cosa, senza avere un muro davanti. Ah, e’ cacca, non mi puo’ piacere. No, guardalo, analizzalo, pensaci sopra, poi decidi se ti piace o meno. Io spero che qualcuno, dopo aver visto queste immagini, si fosse informato sull’argomento mestruazioni. Non molti sanno che in India molte ragazze credono che il cibo diventi marcio, se toccato durante le mestruazioni, o che in villaggi nel Nepal le donne siano segregate in piccole capanne buie e fredde durante il ciclo. Si, le persone devono informarsi e sapere come lo vivano nel mondo. Io non sono un’attivista, non faccio parte di nessuna associazione o movimento, non sono una femminista, ho mostrato l’argomento come meglio potevo, con la mia fotografia. Ho ricevuto anche diversi messaggi con tanto amore, persone che mi hanno ringraziato per aver realizzato questo progetto, che l’hanno apprezzato. Ho risposto personalmente ad ognuno di loro.

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4) In molti Paesi del mondo le donne vengono allontanate, isolate, sembrerebbe una colpa avere le mestruazioni. In Italia siamo passi avanti, per certi versi abbiamo anche aeroplani al posto degli assorbenti, ma è ancora un tabù parlarne senza fronzoli e ghirigori blu, come mai?

-Per tante ragioni forse. Giusto lo scorso fine settimana ero a Firenze. Ho notato quanti peni fossero visibili tra statue e quadri. Ma quante vagine, o meglio vulve, lo sono? La vagina sembra essere una cosa segreta, non si puo’ vedere. Dunque neanche le mestruazioni, essendo direttamente collegate. Anche se non tutti sono cattolici in Italia al giorno d’oggi, tante idee del cristianesimo si sono annidate nella cultura. Nel libro del Levitico dell’Antico Testamento, per esempio, c’è scritto:

“Quando una donna avrà perdite di sangue per le mestruazioni, la sua impurità durerà sette giorni; e chiunque la toccherà sarà impuro fino a sera. Ogni letto sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità sarà impuro; e ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà impuro. […] Chiunque toccherà qualsiasi mobile sul quale la donna si sarà seduta si laverà le vesti, laverà se stesso nell’acqua e sarà impuro fino a sera. […] Se un uomo si unisce a lei così che l’impurità di questa lo tocca, egli sarà impuro sette giorni; e ogni letto sul quale si coricherà sarà impuro. La donna che avrà un flusso di sangue per parecchi giorni, fuori del tempo delle sue mestruazioni, o che avrà questo flusso oltre il tempo delle sue mestruazioni, sarà impura per tutto il tempo del flusso, come durante le sue mestruazioni. […] Quando ella sarà purificata del suo flusso, conterà sette giorni e poi sarà pura. L’ottavo giorno prenderà due tortore o due giovani piccioni e li porterà al sacerdote all’ingresso della tenda di convegno. Il sacerdote ne offrirà uno come sacrificio per il peccato e l’altro come olocausto; il sacerdote farà per lei, davanti al SIGNORE, l’espiazione del flusso che la rendeva impura. Terrete lontani i figli d’Israele da ciò che potrebbe contaminarli, affinché non muoiano a causa della loro impurità, qualora contaminassero il mio tabernacolo che è in mezzo a loro.”

Anche se non preso letteralmente, forse stralci di questo modo di pensare sono ancora nell’inconscio. Forse sbaglio. Le mestruazioni poi vengono associate a debolezza, impedimento, sofferenza, e dunque anche la donna e’ debole.

5) Mi ha colpito lo scatto di un uomo sporco di sangue in viso, come se volessi spiegare indirettamente allo spettatore che il ciclo non è solo una questione femminile, sbaglio?

-Certo, non e’ solo una questione femminile. Molti uomini sono schifati dalle mestruazioni, ma non dal sangue di un graffio o un taglio su una gamba per esempio. Questa foto e quella con il mio dito nella bocca di lui sono state quelle forse piu’ contestate. Se a una persona non da fastidio, anzi piace, allora non e’ schifoso. Il concetto di schifoso a priori non dovrebbe esistere. Il cunillingus durante le mestruazioni puo’ piacere o meno, come il sesso anale, le calze a rete, il bondage, il rossetto, i tacchi, come qualsiasi cosa, però non e’ obbligatorio dire che schifo, basta dire a me non piace, solo se qualcuno te lo chiede. Molti uomini non sono ben informati sulle mestruazioni, e a dire il vero anche tante donne rimangono ignoranti. Il sangue mestruale fa parte di noi, come anche lo sperma. Ma le persone si schifano tanto dello sperma? Penso che un uomo si offenderebbe se una donna gli dicesse ‘che schifo il tuo sperma’. Posso capire se non si desidera avere un rapporto sessuale con la propria partner durante le mestruazioni, non e’ certo un obbligo, però bisogna stare attenti a non allontanare lei o il suo corpo perchè lo si ritiene una cosa disgustosa.

6) La fotografia, come qualsiasi altra forma di arte, è in grado di contribuire a una rivoluzione, a un cambiamento. Hai altri progetti in cantiere che potrebbero avere lo stesso scopo?

-Vorrei portare avanti Flower, in altre versioni. Una non ha a che fare con opere fotografiche. La prima opera di questo secondo ciclo e’ gia’ in mostra ora con gli scatti del primo ciclo di Flower. La terza parte racchiude una serie di ritratti di donne che hanno vissuto o stanno vivendo esperienze forti riguardo le mestruazioni, nella loro presenza o nella loro assenza. Ho visto che questa prima serie ha portato attenzione. Ma ripeto, spero che l’attenzione non sia solo su di me (certo mi fa piacere), mi auguro che le persone abbiano voluto approfondire . Ho in mente anche una serie fotografica che mostra tutto quello che le donne fanno al loro corpo per “essere belle”, come trucchi, cerette, tinte, creme. Non e’ una contestazione o una chiamata a cambiamento o rivoluzione, e’ un invito a informarsi e avere una visione olistica delle cose.
Vorrei precisare che non sono l’unica artista ad avere trattato l’argomento, altri lo hanno fatto prima di me. Jen Lewis ha creato ‘Beauty in Blood’, astratti fotografici, e ha messo in piedi ‘Widening the cycle’, una mostra collettiva di 38 artisti di 10 paesi. Isa Sanz, ‘I bleed, but do not die’. Vanessa Tiegs, ‘Menstrala’. Jackie Dives, fotografa. Chen Lingyang, Samera Flowers, Lani Beloso e altri ancora. Di recente ho scoperto hicestsanguismeus.com, una mostra itinerante sulle mestruazioni nata in Italia (o almeno da un’italiana). Per rompere i tabu’ bisogna parlarne, come l’amore omosessuale, come i matrimoni tra persone di etnie diverse, come i bambini che scrivevano con la mano sinistra. Tutte cose che sono state superate o si stanno superando grazie alle persone che ne parlano o ne hanno parlato. Se qualcuno volesse controbattere con una frase come ‘non e’ un tabu’, lo inviterei a leggere questo articolo e tanti altri ancora: http://www.huffingtonpost.com/2015/07/14/menstruation-myths_n_7495568.html

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