storie

Hulk e Shahrazād: l’amore al tempo dei nerd.

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Trascorse un anno dal loro ultimo incontro. Ognuno intraprese strade diverse, nessuno chiamò l’altro. Questo fino a un lunedì. Lei staccò dal lavoro. Fuori dall’ufficio il mondo sembrò risucchiato dall’acqua. Si affrettò a cercare le chiavi dell’auto nella borsa tra mille cianfrusaglie. Sentì il cellulare vibrare nel fondo di quella cloaca che si ostinava ad usare. Rispose.

-Ciao!

Avrebbe riconosciuto la sua voce tra migliaia di altre urlanti.

-Ciao, come stai?

-Preso, da tante cose, ma non ti ho chiamato per tediarti. Ricordi la maglietta della vergogna? Quella che non avrei mai indossato? Quella che il buco nero del mio armadio aveva inghiottito?

-Non capisco.

-La maglietta che ricordavo fosse lì, da qualche parte, ma non mi ero mai sforzato di cercare? L’ho trovata!

-Davvero ti sei disturbato a telefonarmi per questa cazzata?

-L’hai indossata vero? Come la “ladra d’amore”, come Shahrazād?

-Credimi, non sto cogliendo il nocciolo del tuo discorso.

-Prendi qualcosa e lasci qualcosa!

-Non ho lasciato nulla!

-Bugiarda! L’hai indossata!

-Vuoi far questioni su una cosa accaduta un anno fa? Devono annoiarti parecchio le tante cose che hai da fare per…

-Non ti ho mai dimenticata!, la bloccò.

-Non ha importanza.

-Si che ne ha. Non avresti dovuto andare via. Non avresti dovuto indossarla. Non avresti dovuto…

-Fare cosa? Lasciarti? Ero la tua parentesi tra un coito e un altro, una fica attaccata a una donna interessante che ti alleggeriva dall’idea di un te miserabilmente anaffettivo. Io ti amavo…

-Io ti amavo allora e ti amo ancora. Sempre.

-Puttanate. Parole vuote. Sei bravo. Sei sempre stato bravo.

-Non sarei qui adesso.

-Di cosa parli?

-Sei uscita prima dallo studio!

Scese dalla macchina, prendendo solo le chiavi. Una corsa contro un fiume di acqua e mozziconi di sigaretta e lo vide. Dicembre. Una maglietta arancione e il faccione di Hulk ben in vista. Un accostamento di colori azzardato. Una taglia troppo grande per il suo petto esile.

-Ha il tuo profumo!

-È dicembre. Sei a maniche corte.

-Sono un minchione a cui credo abbiano portato via la macchina, con le chiavi ancora inserite nel quadro. Con indosso un jeans e l’unica maglietta che era rimasta nell’armadio durante il trasloco. E sono innamorato di te. Non sapevo come altro dirtelo…

-Ti amo, Hulk!

-Ma…

-Stai zitto, prima che ci ripensi.

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