riflessioni

Cara Diletta

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Il profilo wikipedia di Diletta Leotta recita così:
“Ha iniziato la sua carriera televisiva a diciannove anni sulla rete locale Antenna Sicilia, conducendo con Salvo La Rosa il Festival della nuova canzone siciliana 2010 e il talk-show Insieme. L’anno successivo è passata a Mediaset dove ha condotto la trasmissione Il Compleanno di La5 sull’omonima rete digitale. Nel 2012 diventa una delle conduttrici di Sky Meteo 24.
La notorietà presso il grande pubblico arriva nel 2015 quando viene chiamata a condurre Serie B Studio su Sky Sport assieme a Gianluca Di Marzio. Nell’estate 2016 ha condotto assieme ad Ilaria D’Amico gli speciali Sky dedicati agli Europei di calcio 2016. Da gennaio 2017 ha sostituito Emis Killa alla conduzione di Goal Deejay.
Il 7 febbraio è ospite durante la prima serata del Festival di Sanremo 2017.
Si è laureata in Giurisprudenza alla LUISS di Roma con una tesi dal titolo Il contratto di lavoro sportivo.”
Che alla Rai o in altre emittenti non la tollerino, è risaputo, perché si vocifera che ad aiutarla in questa scalata verso il successo, a soli 25 anni, ci abbia messo lo zampino il suo compagno, il dirigente Matteo Mammì, Responsabile dei Diritti sportivi, promosso a ‘Director of Sports, Outside Production and Operations Sky’, nipote dell’ex Ministro Oscar Mammì. Non si riesce proprio a cogliere la bravura della Leotta, oltre il “bella, ma raccomandata. Bella, ma rifatta”.
Mi rivolgo a te ora. Io non ti biasimo, Diletta, mogli e buoi dei paesi tuoi. Lavori in tv e ti sei innamorata di qualcuno che lavora in tv (sarebbe andato bene anche un addetto alle luci o un autore, ma, oh, chi sono io per giudicare, non mi chiamo mica Cupido). Sei bella, Diletta, è un dato di fatto. Lo eri anche ieri sera, mentre scendevi le scale dell’Ariston e poco importava lo spacco del vestito, perché a me non piaceva quello e basta, ti avrei preferita in un abito morbido e svolazzante, con un pizzico di brio in più, per ricordare a noi tutte, che, in fondo, hai solo 25 anni e non 35. Vedi, cara Diletta, non parlo per invidia, devi credermi, forse perché di cattiverie, sulla mia pelle, ne ho subite tante e quando sono stata attaccata per il mio essere “belloccia”, giovane, simpatica, non laureata e raccomandata, ho stretto i denti e ho lavorato il doppio degli altri, senza cercare qualcuno che leccasse le mie ferite. La verità, Diletta, è che noi donne sappiamo essere cattive, più di un uomo. La Balivo ieri sera lo ha dimostrato con una frase pari al “se indossi la minigonna e ti stuprano, te la sei cercata”. Fra qualche giorno tutti dimenticheranno le parole infelici della conduttrice Rai, lei chiederà scusa a te e a tutte le donne, parteciperà a qualche manifestazione in difesa della dignità femminile e tutto tornerà a posto. Quello che rimarrà, almeno per me, è la facilità con la quale, nel 2017, si bullizzi una donna per il suo aspetto, per quello che indossa. Fossi stata meno bella, avessi indossato un abito più casto, ti fossi innamorata di un poveraccio qualsiasi, nessuno avrebbe detto nulla, ma tu sei tu, Diletta, e nonostante tutto, secondo me, nessuno ha il diritto di dirti cosa fare o cosa indossare, nessuno ha il diritto di dirti cosa non devi essere, cioè te stessa.

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